Oltre il sé: come luce e suono possono aprire la porta alla meraviglia

Quand’è stata l’ultima volta che qualcosa ti ha fatto dimenticare te stesso per un momento?

 

Forse era trovarsi sotto un vasto cielo notturno. Ascoltare un brano musicale che sembrava riempire l’intera stanza. Osservare l’oceano estendersi oltre l’orizzonte. Per alcuni secondi, il consueto flusso di pensieri su noi stessi—i nostri progetti, le nostre preoccupazioni e le nostre aspettative—può sembrare svanire sullo sfondo.

La scienza ha una parola per questa sensazione: meraviglia.

La spiritualità non inizia sempre dalla fede. A volte inizia con un cambiamento nella percezione.

I ricercatori descrivono la meraviglia come un’emozione che spesso nasce quando ci troviamo di fronte a qualcosa di così vasto, inaspettato o straordinario da mettere in discussione il nostro modo abituale di comprendere il mondo. Gli studi hanno associato la meraviglia a ciò che gli psicologi definiscono il “sé ridotto”: una temporanea riduzione della percezione di quanto il sé domini la nostra consapevolezza. Invece di scomparire, il nostro senso del sé diventa meno centrale, lasciando potenzialmente più spazio a una sensazione di connessione: con la natura, con altre persone o con qualcosa di più grande di noi.

Questo non rende la meraviglia intrinsecamente spirituale. Ma può aiutare a spiegare perché la meraviglia ricorra così spesso in esperienze che le persone descrivono come significative, contemplative o trascendenti.

È interessante notare che anche le esperienze sensoriali insolite possono interrompere i nostri normali schemi percettivi.

La ricerca su stimolazione luminosa intermittente dimostra che la luce ritmica osservata a occhi chiusi può produrre colori vividi, forme geometriche in movimento e altri cambiamenti temporanei nell’esperienza soggettiva. Gli studi suggeriscono inoltre che la frequenza e la ritmicità della stimolazione influenzano le caratteristiche e l’intensità di questi fenomeni visivi. In altre parole, il cervello non si limita a percepire la luce: l’interazione tra la stimolazione ritmica e il nostro sistema visivo può generare un’esperienza interiore sorprendentemente ricca.

Il suono può approfondire ulteriormente questa esperienza. La musica è di per sé una potente fonte di emozioni e meraviglia, e recenti ricerche sperimentali hanno rilevato che combinare la musica con la stimolazione luminosa intermittente intensificava le risposte emotive riferite dai partecipanti alla musica rispetto al solo ascolto musicale.

 

È qui che la scienza diventa particolarmente interessante per NeuroVIZR.

NeuroVIZR combina stimolazioni luminose ritmiche con paesaggi sonori accuratamente progettati per creare un ambiente sensoriale immersivo. I colori, i motivi, i ritmi e i suoni mutevoli percepiti a occhi chiusi possono distogliere l’attenzione dal normale ambiente esterno e indirizzarla verso un insolito paesaggio percettivo interiore.

NeuroVIZR crea un ambiente sensoriale immersivo che può favorire esperienze di assorbimento, meraviglia e contemplazione.

Questa distinzione è importante. La scienza lo fa non dimostrino che una particolare frequenza crei spiritualità, né NeuroVIZR è stato dimostrato clinicamente in grado di produrre meraviglia o trascendenza. Il significato di un'esperienza resta profondamente personale. Allo stesso tempo, NeuroVIZR resta impegnato nell'esplorazione di queste domande, conducendo nuove ricerche più approfondite su come le persone reagiscono a diversi schemi di luce, suono e stimolazione sensoriale immersiva. 

La ricerca ci offre però un quadro interessante. La meraviglia è associata a una minore focalizzazione su di sé e a un maggiore senso di connessione. La luce ritmica intermittente può alterare temporaneamente la percezione visiva e alcuni aspetti dell'esperienza soggettiva. La musica può plasmare le emozioni e il coinvolgimento. Riunire luce e suono può quindi creare condizioni in cui il nostro modo abituale di percepire noi stessi e ciò che ci circonda diventa, per un momento, un po' meno ordinario.

E forse è proprio da qui che la spiritualità può iniziare: non necessariamente da una risposta o da una convinzione, ma dalla nostra capacità di fermarsi, percepire in modo diverso e sentirsi connessi a qualcosa al di là di noi stessi.

Fonti scientifiche

La scienza alla base dell'articolo è ben supportata, ma è importante sottolineare che nessuno di questi studi ha testato NeuroVIZR in sé.

  • Monroy e Keltner (2023), «La meraviglia come via per la salute mentale e fisica». Questa rassegna descrive la meraviglia come una risposta alla vastità percepita e discute le prove che collegano la meraviglia a una diminuzione dell'auto-concentrazione, a un maggiore senso di connessione e al significato.
    Leggi l'articolo su PubMed Central


  • van Elk et al. (2019), «I correlati neurali dell'esperienza di meraviglia: ridotta attività della rete neurale predefinita durante i sentimenti di meraviglia». Uno studio fMRI che utilizzava video capaci di suscitare meraviglia ha trovato prove compatibili con un minore coinvolgimento nell'elaborazione autoriferita durante la meraviglia.
    Leggi l'articolo su PubMed Central


  • Bartossek, Kemmerer e Schmidt (2021), «Fenomeni di stati alterati indotti dalla stimolazione luminosa visiva a intermittenza». In 24 partecipanti, la stimolazione a intermittenza a occhi chiusi ha prodotto vivide esperienze visive semplici, tra cui colori e motivi geometrici, oltre a cambiamenti misurabili nell'esperienza soggettiva.
    Leggi l'articolo su PubMed Central


  • Amaya et al. (2023), «Effetto della frequenza e della ritmicità sui fenomeni allucinatori indotti dalla stimolazione luminosa a intermittenza». Questo studio ha rilevato che sia la frequenza sia la ritmicità influenzavano le esperienze visive indotte dallo sfarfallio; la stimolazione ritmica produceva effetti notevolmente più intensi rispetto alla stimolazione aritmica con la stessa frequenza.
    Leggi l'articolo di PLOS ONE


  • Montgomery, Amaya e Schmidt (2024), «La stimolazione luminosa a intermittenza intensifica la risposta emotiva alla musica». In un esperimento condotto su 20 partecipanti, la musica combinata con la stimolazione luminosa a intermittenza ha prodotto un'emozione riferita evocata dalla musica più intensa rispetto alla sola musica; una maggiore intensità percepita dello sfarfallio era associata a una maggiore attivazione emotiva.
    Leggi l'articolo di Frontiers in Psychology